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Benevento
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mwiqBenevento (mwigmwiwAFI: [beneˈvɛnto]cite-ref-5[5], ; mwkgBeneviento [bənəˈvjentə] in mwladialetto beneventano) è un mwlqcomune italiano di mwlg55 276 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-2-1[2], capoluogo dell'mwmwomonima provincia in mwnaCampania.

Benevento in età preromana era un insediamento mwngsannitico, noto come mwnwΜαλόεντον (mwoaMaloenton) in mwoqgreco e mwogMaleventum in mwowlatino; al tempo delle mwpaguerre sannitiche era forse il più rilevante della tribù degli mwpqIrpini. I mwpgRomani modificarono il suo nome in mwpwBeneventum dopo che vi ebbero fondato una mwqacolonia.cite-ref-6[6] Importante snodo viario della mwrqpenisola italiana fin dalla remota antichità, in età romana Benevento fu attraversata dalla mwrgvia Appia e divenne punto di partenza della mwrwvia Traianacite-ref-7[7]. La città conserva cospicue vestigia di tale epoca (come l'mwtaarco di Traiano, mwtqarco onorifico tra i meglio conservaticite-ref-8[8]) in buona parte comprese nel sito mwugPatrimonio dell'umanità mwuwUNESCO denominato mwvaVia Appia. Regina Viarumcite-ref-9[9]. In seguito fu decisivo per la storia cittadina il ruolo di capitale di un mwwqducato, poi principato longobardo esteso su un'ampia porzione dell'Italia meridionale, e sopravvissuto a lungo anche alla caduta del mwwgRegno longobardocite-ref-10[10]: emblema di tale periodo è la mwxwchiesa di Santa Sofia, facente parte con l'annesso chiostro del sito UNESCO mwyaLongobardi in Italia: i luoghi del poterecite-ref-11[11].

Contents

Clima
Storia
Simboli
Altro
Arte
Teatro
Media
Cucina
Eventi
Strade
Sport
Calcio
Karate
Rugby
Note

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Geografia fisica

Territorio

La città si trova nell'entroterra mwbqappenninico della Campania, alla confluenza tra due fiumi: il mwbgCalore, tributario del mwbwVolturno, e il mwcaSabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano, poco a ovest del centro cittadino. Un terzo fiume, il mwcqTammaro, sbocca nel Calore all'altezza di mwcgPonte Valentino, presso l'mwcwomonima zona industriale.

Il territorio su cui si estende la città è piuttosto ondulato: il centro infatti si eleva su una modesta collina nel mezzo della vallata, mentre alcune contrade sorgono su altri poggi circostanti. L'altezza sul livello del mare della sede comunale è pari a 135mwdq m, con una minima di 80mwdg m ed una massima di 495mwdw m, pari a un'escursione di 415mwea m. Il basamento geologico su cui poggia l'area urbana è costituito dall'mwequnità di Ariano (formazione detritica di origine mwegpliocenica), cui si sovrappongono depositi alluvionali e piroclastici (questi ultimi legati alle eruzioni dei vulcani dell'area campana)cite-ref-12[12].

L'intero centro abitato è posto in una grande conca circondata da alture; a ovest, in particolare, oltre la mwgaValle Vitulanese, si trova il massiccio del mwgqTaburno Camposauro: le sue cime, viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa, detta la "Dormiente del Sannio". Dalla parte più alta della città si possono scorgere inoltre le cime del mwggmonte Mutria, del mwgwMatese a nord-ovest, l'alta cortina del mwhaPartenio con il mwhqmonte Avella a sud-ovest e i colli dell'mwhgArianese con le appendici dei mwhwmonti Dauni a oriente.

Clima

Benevento presenta un clima tipicamente mwiwmediterraneo, con temperatura media annua di 15,8mwja °C. La temperatura media del mese più freddo (gennaio) è 6,5mwjq °C, quella del mese più caldo (luglio) è di 26,5mwjg °Ccite-ref-1-13-0[13]. In inverno si verificano ciclicamente precipitazioni nevose, mentre l'estate si presenta alquanto afosa, con periodiche ondate di calura: ad esempio, il 18 luglio 1884 la temperatura raggiunse i 42mwkw °C. L'umidità nel periodo invernale è mediamente del 72%, in quello estivo del 57%cite-ref-0-14-0[14].

Il clima di Benevento ha però tratti più continentali rispetto a quello, di tipo marittimo, della fascia costiera tirrenica e della mwmqpianura campana. Nel semestre invernale la temperatura in genere è più bassa; le nebbie, le brine e, talvolta, le gelate (con temperature di qualche grado sottozero) sono relativamente più frequenti. A breve distanza dalla costa le correnti perturbate provenienti dal mwmgmar Tirreno incontrano i primi baluardi dell'mwmwAppennino campano, dietro ai quali si ha una fascia di ombra pluviometrica, sicché Benevento riceve un quantitativo di pioggia nettamente inferiore rispetto ad altre zone della regione ben più piovose, quali l'mwnaIrpinia occidentale, il Salernitano e parte del Casertano.cite-ref-1-13-1[13]cite-ref-0-14-1[14]

Terremoti

Il territorio cittadino è considerato ad elevato rischio sismico. Nel corso della storia si sono verificati molti terremoti in città, alcuni con epicentro nel Sannio-Matese, altri nell'mwqaIrpinia; in più occasioni Benevento è stata pressoché rasa al suolo.

Alluvioni

La zona bassa di Benevento è periodicamente soggetta ad mwqwalluvioni.


Il 2 ottobre le piogge gonfiarono oltre il limite il bacino idrografico beneventano (in particolare il fiume Calore) che ancora portava su di sè i segni del secondo conflitto mondiale .La struttura dell’antico Ponte Vanvitelli, bassa e a sei fornici, non era adatta a sopportare la nuova portata del fiume causata dal restringimento del letto. Fu così che il medesimo ponte divenne una vera e propria diga, riversando il flusso del fiume per le strade della città. Anche allora le zone del Pantano e di contrada Ponticelli furono le più colpite oltre al rione ferrovia. Circa venti morti e ingenti danni agli edifici e alle infrastrutture pesarono sulla rinascente economia cittadina.

Alluvione del 19 ottobre 1961

A causa del notevole apporto di pioggia, nella mattinata del 19 ottobre si ebbe un rapido incremento dei livelli idrici dei fiumi: alle ore 9 il livello del fiume mwtaCalore Irpino, al Ponte Vanvitelli era di 3mwtq m sopra il livello di magra, raggiungendo circa 6mwtg m alle ore 10:15, senza allagare l'abitato, a differenza di quanto accadde in provincia, dove provocò estesi allagamenti di terreni coltivati. Il Calore Irpino non esondò nell'abitato, ma solo ad ovest di esso, grazie all'efficacia degli interventi di sistemazione fluviale eseguiti dopo l'alluvione del 1949 (sostituzione del vecchio Ponte Vanvitelli con tratti più ampi, costruzione di muri di contenimento, livellamento e allargamento dell'alveo) e alla non concomitanza delle piene di due principali affluenti del Calore Irpino: i fiumi Ufita e Tammaro.cite-ref-3-15-0[15]

Il fiume Sabato, a differenza del Calore Irpino, esondò copiosamente nell'area urbana. Le acque fuoriuscirono dagli argini nei pressi del ponte di Santa Maria degli Angeli che si comportò come una diga rispetto al flusso idrico. Durante l'evento di piena, il fiume raggiunse una portata di circa 1100 m³/s, quasi il doppio del valore stimato per l'evento di piena del 1949. Dalle 10:45 alle 12:30, il livello del fiume Sabato diminuì di 1mwva m, mentre quello del Calore si ridusse solo di 10mwvq cm a causa del continuo apporto idrico del fiume Tammaro. Dopo circa quattro ore e mezza, alle 17:00, il livello del fiume Calore era di 3mwvg m sopra il livello di magra e quello del fiume Sabato era di 1,20mwvw m.cite-ref-3-15-1[15]

Nel complesso, l'alluvione colpì circa 800 persone. Su un totale di 229 case allagate, 159 subirono danni. Di queste, 52 (33%) subirono danni lievi, 64 danni gravi (40%) e 43 danni molto gravi (27%). Furono segnalati danni anche a oltre 70 aziende industriali, artigianali e commerciali. Inoltre, le colture patirono danni ingenti. Si ebbero dissesti anche in alcuni tratti delle rive del fiume Sabato e in alcune strade cittadine.cite-ref-3-15-2[15]


Le cause principali sono le abbondanti piogge cadute sull'Appennino campano con il terreno arrivato a saturazione, ossia incapace di assorbire altra acqua; il corso d'acqua che ha creato maggiore scompiglio alle popolazioni del beneventano è stato ancora il fiume Calore il quale ha raggiunto livelli di piena inauditi grazie anche al cattivo stato del proprio alveo e alle forti piene dei suoi affluenti. Le zone più colpite dall'alluvione sono state c.da Pantano, q.re Ponticelli, zona industriale Ponte Valentino.

Storia

«Benevento ha una storia, anzi dirò di più che, se avvenne una in quelle province meridionali d'Italia, questa storia è incarnata alla storia di Benevento.»

(Carlo Torre, Atti parlamentari dello Senato, Volume 2, E. Botta, 1861, p. 526)

Le origini

La posizione strategica e le condizioni ambientali della zona hanno costituito un valido motivo di attrazione per le popolazioni di varie epoche. Durante il corso degli anni in vari scavi occasionali sono state trovate diverse tracce di insediamenti ascrivibili al periodo mw2aneolitico. Nella seconda metà del Novecento è stata rinvenuta, nel corso di un'esplorazione archeologica nel giardino dell'ex-collegio La Salle in mw2qpiazzetta Vari, una necropoli dell'mw2gorientalizzante antico (fine VIII - inizi VII secolo a.C.). Altri manufatti di ceramica e bronzo (VIII-VII a.C.), rinvenuti in diverse campagne di scavo, si conservano nel mw2wmuseo del Sannio.cite-ref-cita-touring-p327-16-0[16]

Una successiva fase della storia di Benevento è legata alle vicende dei mw4qSanniti. È probabile che il territorio beneventano fungesse da punto di incontro tra le diverse tribù sannitiche degli mw4gIrpini (i quali, stanziati anche sulle retrostanti alture, dovevano tenere il controllo diretto dell'areacite-ref-17[17]), dei mw5wPentri e dei mw6aCaudini. Ad ogni modo la presenza umana era inizialmente di tipo prettamente rurale, con pochi villaggi sparsi ad economia agro-pastorale. A partire però dal IV secolo a.C. (ossia al tempo delle mw6qguerre sannitiche) si sviluppò un insediamento più organizzato, di tipo proto-urbano e in posizione meglio difendibilecite-ref-18[18]; a tale periodo risalgono infatti due necropoli sannitiche venute alla luce poco distanti tra loro, una ancora nei pressi dell'ex Collegio La Salle e l'altra alla mw7gRocca dei Rettori, caratterizzate dalla presenza di tumuli di terra di forma diverse che coprono una o più sepolture. Notevole tra queste una tomba realizzata in blocchi di tufi giallo e grigio, squadrati e connessi tra di loro a formare una cassa chiusa da una copertura a baule; in essa è stata rinvenuta una scala di accesso realizzata mediante la costipazione in gradini di scaglie di lavorazione dei blocchi. All'interno lo scheletro era fornito di un corredo non molto abbondante ma di gran pregio rappresentato da una mw7wpatera bronzea che conteneva un coltello in ferro, due fibule in ferro e una fibbia in bronzo. Una necropoli coeva è stata trovata poi alla periferia della città, in contrada mw8aOlivola, dove sono venute alla luce tombe di guerrieri con cinturoni ed armi.

Età romana

mw-wMaleventum compare per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., quando è citata tra i luoghi in cui si svolse la mwaqaseconda guerra sannitica; nei suoi pressi, infatti, le legioni di Papirio Cursore e di Bibulco sconfissero le truppe sannitiche. Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C., il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la mwaqeterza guerra sannitica gli mwaqiApuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento con i Sanniti.

Nel 275 a.C., i Romani vinsero mwaqqPirro, venuto in Italia con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per lo sviluppo della città. Per assicurarsi il possesso di Benevento, venne dedotto nel 268 a.C. il primo stanziamento di coloni romani con diritto latino. A quest'epoca risale il nome di mwaquBeneventum, mutato da mwaqyMaleventum, considerato di cattivo augurio.

Durante la mwaqgseconda guerra punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio. Nel 209 a.C. fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di uomini e denaro per continuare la guerra.

Nell'86 a.C., i Romani la elevarono al rango di mwaqomwaqsmunicipium; a quel tempo la città era posta all'incrocio tra la mwaqwvia Appia e la mwaq0via Minucia.cite-ref-19[19] Intorno al 7 d.C. mwariAugusto distacca definitivamente la città dal mwarmSannio e la aggrega alla mwarqmwaruregio II Apulia et Calabria, ossia alla Puglia. mwaryNerone vi deduce una nuova colonia, che prende il nome di mwarcConcordia, come è documentato anche nelle iscrizioni del regno di mwargSettimio Severo: mwarkColonia Julia Augusta Concordia Felix. In seguito l'imperatore mwaroAdriano la unì alla provincia di mwarsmwarwCampania.

Benevento trasse particolari benefici dall'essere situata su un'importante arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia. mwar4Traiano la scelse quale punto di partenza per la via che prese il suo nome (la mwar8via Traiana, variante dell'Appia da Benevento a mwasaBrindisi, parzialmente sovrappostasi alla via Minucia). Fu così che per tutto il III e mwaseIV secolo d.C. la città prosperò in modo particolare, arricchendosi di numerosi monumenti.

Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta da un terribile mwasmterremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile declino, favorito anche dalla crisi dell'Impero romano d'Occidente.

Nel 410 d.C., subì l'invasione dei mwasuVisigoti e nel 455 quella dei mwasyVandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell'Impero Romano d'Occidente.

Medioevo

Nel 490 d.C. fu presa dai mwas0Goti, nel 536 o 537 liberata da mwas4Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da mwas8Totila, durante la mwataGuerra greco-gotica, un conflitto quasi ventennale che vide contrapposti l'mwateImpero bizantino agli mwatiOstrogoti.

Nel 571 i mwatqLongobardi vi fondarono il mwatuducato di cui mwatyZottone fu il primo duca fino al 591. Secondo duca fu mwatcArechi I (noto nelle fonti anche come Arigiso) (592-641). Terzo duca fu mwatgAione (641-642). Quarto duca fu mwatkRadoaldo (643-661). Quinto duca fu mwatoGrimoaldo (651-662), che divenne anche Re dei Longobardi nel 661. Sesto duca fu mwatsRomualdo I o (noto nelle fonti anche come Romoaldo) (663-687). Settimo duca fu mwatwGrimoaldo II (687-689). Ottavo duca fu mwat0Gisulfo I (689-705). Nono duca fu mwat4Romualdo II (706-731). Decimo duca fu mwat8Audelaio (731-733). Undicesimo duca fu mwauaGregorio (733-739). Dodicesimo duca fu Iodescalco o mwaueGodescalco (740-742). Tredicesimo duca fu mwauiGisulfo II (742-751). Penultimo duca fu mwaumLiutprando (752-758). L'ultimo fu mwauqArechi II, genero di re mwauuDesiderio, dal 758 al 787. Protetto dalla sua grandezza, dalla situazione appartata e dalle difficoltà di portarvi e sostenervi guerra, il ducato si mantiene incolume davanti alla minaccia dei mwauyFranchi e lo stesso mwaucCarlo Magno è costretto ad arrestarsi ai suoi confini. Nell'840, dopo la morte violenta di mwaugSicardo, il dominio fu diviso nei due principati di Benevento e Salerno e nella contea di Capua. Nel secolo successivo l'mwaukImpero bizantino tornava però alla carica riuscendo ad occupare Benevento tra l'891 e l'894cite-ref-20[20]. Seguì la serie dei principi indipendenti di Capua e Benevento, da Radalgisio a Landolfo VI. Nel 969, mwau4papa Giovanni XIII innalzò Benevento a Chiesa metropolitana. Il principato finì nel 1053 con la mwau8battaglia di Civitate e la presa di Benevento da parte di mwavaRiccardo I di Aversa e mwaveRoberto il Guiscardo. Nel 1077, mwaviEnrico III la cedette alla mwavmChiesa.

Fu per qualche anno in mano ai mwavuNormanni (1078 - 1081), rimanendo poi per secoli un'enclave pontificia nel mwavyRegno di Napoli, governata da rettori papali, pur fra alterne vicende: vi furono infatti tentativi di conquistarla da parte di mwavcFederico II e mwavgManfredi di Svevia, che qui rimase ucciso in una mwavkbattaglia contro mwavoCarlo I d'Angiò. Fu sottratta alla Chiesa durante le lotte tra mwavsAngioini e mwavwAragonesi.

Età moderna

Il suo stato di enclave pontificia nel Regno di Napoli, governata da rettori papali continuò anche in epoca più moderna. Nel 1458, mwawqpapa Callisto III, alla vigilia della sua morte, ricreò per il nipote mwawuPedro Luis il ducato di Benevento, infeudazione illusoria, in quanto la città era saldamente tenuta da mwawyre Ferrante.

mwawoAlessandro VI, per non essere da meno, confermando a mwawsFederico d'Aragona l'investitura del mwawwregno di Napoli, nel 1497 l'ottiene per il figlio mwaw0Giovanni, già duca di mwaw4Gandia, principe di mwaw8Tricarico, conte di Carinola e di Chiaromonte, nonché Gonfaloniere della Chiesa. Benevento fu poi turbata dalle lotte intestine sorte tra la fazioni di Castello e della Fragola (Fravola), concluse con la pace del 1530.

Nel Seicento, però, pestilenze, carestie e terremoti annientarono gli sforzi compiuti e impoverirono sempre più la città. Benevento ritrova serenità sotto il papa, salvo un breve assedio operato dagli spagnoli dal 4 settembre al 28 settembre 1633, scrive infatti lo storico mwaxmGregorovius: "La città si considerava come repubblica sotto l'alto patrocinio dei Papi, ed essa sopportava codesta forma di supremazia papale, perché vi trovava modo di usare una libertà maggiore di quella che un altro reggimento le avrebbe consentito".cite-ref-21[21]

Quando la città venne distrutta dal mwaxkterremoto del 1688 il cardinale arcivescovo mwaxoOrsini, futuro mwaxspapa Benedetto XIII, uscì indenne dalle rovine del suo palazzo. Egli non solo provvide a ricostruire la città, ma ne incrementò tutte le attività finché il mwaxwsisma del 1702 devastò nuovamente Benevento. Nonostante ciò il pastore non desisté dalla sua opera, tanto da essere celebrato come mwax0Alter Conditor Urbis ("nuovo fondatore della città").

Con l'arrivo in Italia di mwax8Napoleone Bonaparte nel 1798, Benevento fu dapprima occupata da mwayaFerdinando IV di Borbone. In seguito, Napoleone la fece sede di un mwayenuovo principato, retto dal mwayiTalleyrand (1806). Tornata alla Chiesa con la mwaymRestaurazione, nel 1860 i garibaldini di Salvatore Giuseppe Rampone la sottrassero al dominio pontificio, e fu così annessa al nascente mwayuRegno d'Italia e proclamata capoluogo di mwayyProvincia.

Dopo l'unità d'Italia

Cominciava così una nuova vita per la vetusta città, che riprendeva nel mway0Mezzogiorno d'Italia la sua funzione, sviluppandosi notevolmente nel suo complesso urbano ed arricchendosi di nuovi edifici, progredendo nell'agricoltura, specie nella coltivazione dei tabacchi e dei mway4cereali, nelle famose industrie dolciarie, meccaniche, dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle istituzioni assistenziali e culturali.

Negli anni della mwazaseconda guerra mondiale, tra il 1940 e il 1943, Benevento fu uno dei comuni della Campania destinati dalle autorità fasciste ad accogliere mwazeprofughi ebrei in internamento civile. Gli internati furono liberati con l'arrivo dell'esercito alleato nell'ottobre 1943.cite-ref-22[22]

Nei mesi del passaggio del fronte, di fronte alle immani distruzione, la cittadinanza diede tale prova di coraggio e di abnegazione, da meritare la mwazcmedaglia d'oro al valor civile (15 giugno 1967). La città fu bombardata a più riprese dagli mwazgAlleati tra il 20 agosto e il 1 ottobre 1943: duemila abitanti morirono e oltre la metà dell'abitato rimase distrutto.cite-ref-23[23] Solo il 2 ottobre 1943 gli americani entrarono nella città.

Ingenti danni furono poi causati da un'mwaz4alluvione nel 1949. Dagli anni Cinquanta Benevento si è notevolmente espansa, ma l'mwaz8alluvione del 2015 creò altri gravi danni.

Simboli

Lo mwaaystemma cittadino, concesso con D.P.R. del 27 dicembre 1990, ha la seguente blasonatura:

«scudo ennagonale a testa di cavallo, inquartato di rosso e di argento, al capo d'oro, caricato dal cinghiale al naturale, fermo sulla linea di partizione, cinghiato di rosso. Lo scudo è sormontato dalla corona di principe; sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante d'oro, la sigla S.P.Q.B. nella prima riga, le parole CONCORDES IN UNUM nella seconda riga, sigla e parole in lettere maiuscole di nero.»

Il mwaakgonfalone consiste in un drappo di rosso mentre la bandiera cittadina, che riprende gli mwaaosmalti del blasone civico, è un mwaastricolore giallo, bianco e rosso.

In precedenza erano in uso uno stemma e un gonfalone riconosciuti con decreto del Capo del Governo del 24 aprile 1941.cite-ref-24[24] Il gonfalone era un drappo rettangolare di azzurro.

Onorificenze

Medaglia d'oro al valor civile

«Sottoposta a violenti bombardamenti terrestri ed aerei e all'infuriare di combattimenti nelle vie cittadine, subiva con impavida fierezza gravi distruzioni, disagi e pericoli di ogni sorta. Duemila dei suoi cittadini sacrificavano la vita alla causa della Patria e della Libertà. 1940 - 1945»


Roma, decreto del Presidente della Repubblica, 31 dicembre 1961

Titolo di Città


1861

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

Medievali


La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale al 760 circa, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con una circonferenza di diametro 23,5mwacm m. Si tratta di una delle chiese più importanti della mwacqLangobardia Minor giunta fino ai giorni nostri, notevole soprattutto per la sua originale pianta stellare e la disposizione insolita dei pilastri e delle colonne. Restaurata in forme mwacubarocche dopo il mwacyterremoto del 1688, fu poi riportata alla sua forma originale nel 1951.
Alla chiesa è collegato un monastero che fu uno dei più importanti centri culturali dell'epoca longobarda, di cui è interessante il chiostro (ricostruito nel XII secolo); oggi è sede del mwacgMuseo del Sannio. Il campanile della chiesa, ubicato all'ingresso della piazza ad essa antistante, risale al XVIII secolo.
Dal 2011 chiesa e monastero sono parte del mwacosito UNESCO denominato mwacsLongobardi in Italia: i luoghi del potere.


Sorto nel 780, fu ampliato nel XII secolo: a quell'epoca risale la facciata in stile mwaduromanico pisano, a tre portali, sormontate da un ordine di arcate e da una loggia. Il massiccio campanile in stile mwadygotico è invece del 1280. Nel XVIII secolo il Duomo fu ulteriormente arricchito. Fu quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del 1943: dell'edificio rimasero soltanto il campanile, la facciata e la Cripta con i suoi affreschi. Altra importante testimonianza della vecchia cattedrale è la porta di bronzo del XII secolo, la mwadcJanua Major, composta da 72 formelle con bassorilievi, i cui frantumi sono stati sapientemente ricomposti nel dopoguerra.
L'edificio attuale, di aspetto moderno, è stato completato nel 1965 e successivamente restaurato tra il 2005 ed il 2012: in quest'occasione è stato allestito un percorso ipogeo fra i resti del foro romano, sopra i quali era stato costruito l'edificio di cultocite-ref-26[26].


Era un monastero benedettino femminile, fondato attorno all'anno 910. Le strutture architettoniche del monastero subirono nel corso dei secoli continui accrescimenti e stratificazioni. Il monastero fu soppresso nel 1806 e oggi il complesso monumentale è diviso fra l'mwaesUniversità degli Studi del Sannio, il mwaewConservatorio Nicola Sala e privati.


Sorse fra il XIII e il XIV secolo sulla chiesa longobarda di San Costanzo. Il convento e la chiesa, in stile mwafigotico anche se rimaneggiati, conservano diversi affreschi, variamente datati dal secolo XI al XV.

• Ruderi della mwafschiesa di Sant'Angelo a Piesco

Cinquecento e Seicento
Barocche


La basilica nacque nell'839 per ospitare le spoglie di san mwagwBartolomeo apostolo, giunte in città l'anno precedente. Fu ampliata nel XII secolo, ma crollò con il mwag0terremoto del 1688. Fu quindi ricostruita in un luogo diverso dall'originale, in forme mwag4barocche, su progetto di mwag8Filippo Raguzzini; e continua a conservare la maggior parte delle reliquie del santo. Al suo interno si trovano interessanti tele settecentesche.

• Chiesa di San Nicola (trasformata in auditorium)
• Chiesetta dell'Angelo
• Chiesetta di Santa Lucia
• Chiesa di San Cristiano
• Chiesa dei Santi Cosma e Damiano
• mwaiyChiesa cimiteriale di Santa Clementina

Moderne

• Chiesa del Sacro Cuore
• Chiesa di San Modesto (prende il nome da una mwajuchiesa distrutta)
• Chiesa di Santa Maria degli Angeli
• Chiesa di San Gennaro
• Chiesa di Santa Rita
• Chiesa di San Giuseppe Moscati

Architetture civili


È non solo il massimo monumento della città, ma uno dei migliori esemplari dell'arte traianea ed il meglio conservato arco onorario romano. Ha un solo mwakifornice. Fu eretto, tra il 114 ed il 117 all'inizio della nuova mwakmvia Traiana, per ricordare ed esaltare il governo dell'imperatore mwakqTraiano. Alto 15,60 metri, con fornice di oltre 8 metri, ha un'ossatura costituita da massi di calcare ed un rivestimento di marmo. Gran parte dell'arco è decorata con scene e decorazioni in bassorilievo: in particolare la faccia dei piloni rivolta verso la città presenta scene di pace, l'altra scene militari.
L'Arco fu inserito nel mwakyMedioevo nella cinta di mura della città, della quale costituì la mwakcPorta Aurea.

Teatri

• mwak8Teatro romano

Il teatro romano fu inaugurato nel 126 sotto l'imperatore mwaliAdriano, ed ingrandito da mwalmCaracalla tra il 200 e 210. Realizzato in mwalqopus latericium, ricorda il mwaluTeatro di Marcello di mwalyRoma e testimonia la prevalenza sotto Adriano di correnti artistiche elleniche che si sostituirono alla severità della precedente arte traianea. Il teatro, orientato verso il mwalcTaburno, misura 90 metri di diametro e può contenere circa 10.000 spettatori; era ricoperto di marmi policromi, e i suoi atri erano decorati con stucchi e mosaici.
Il teatro fu abbandonato in epoca longobarda, utilizzato come fondazione per alcune abitazioni e parzialmente interrato. Inoltre nel XVIII secolo sopra un'estremità dell'emiciclo fu costruita la mwalkchiesa di Santa Maria della Verità. L'archeologo mwaloAlmerico Meomartini a fine Ottocento ne promosse il ripristino. I lavori si conclusero soltanto nel 1957; da allora il teatro è di nuovo in funzione. Si è perso gran parte del rivestimento marmoreo; sono giunti fino a noi la cavea, la scena, il primo e parte del secondo dei tre ordini di arcate.


Edifici amministrativi
Edifici residenziali

• Palazzi gentilizi costruiti tra Seicento e Novecento: Palazzo De Simone, Palazzo Terragnoli, Palazzo Mosti, Palazzo Annubba, Palazzo Andreotti Leo, Palazzo Collenea Isernia, Palazzo Pedicini (dal XIX secolo passato ai marchesi Polvere Jelardi), Palazzo Pacca (nei primi anni del XX secolo passato alla famiglia Mazzella), Palazzo Nobile, Palazzo Babuscio - Bagnoli (Via Arcivescovo Francesco Feoli), Palazzo Iorio-Orsolupo, Palazzo Roscio.
• Ville novecentesche: Villa Perrotta, Villa Colomba, Villino Meomartini.

Altri edifici

• Palazzo della Banca d'Italia
• Poste Centrali
• Colonia Elioterapica

Ponti

• mwaoqPonte Leproso

Il Ponte Leproso era l'attraversamento sul mwaosfiume Sabato tramite il quale la mwaowvia Appia arrivava in città per poi riprendere verso la svolta di Brindisi e, quindi, per l'imbarco dell'Oriente. Fu costruito probabilmente dal censore mwao0Appio Claudio Cieco nel III secolo a.C., riutilizzando un ponte di costruzione sannitica. Restaurato sotto mwapaSettimio Severo e mwapeMarco Aurelio Antonino, fu più volte rimaneggiato nel corso dei secoli. Dopo il mwapiterremoto del 1702, la ricostruzione di mwapmGiovan Battista Nauclerio ridusse le arcate da cinque a quattro. Era chiamato originariamente mwapqPonte Marmoreo (o mwapuLapideo): deve probabilmente il nome attuale ad un vicino lebbrosario del mwapyMedioevo, di cui però ancora adesso non si hanno notizie. Nel XIX secolo era noto anche come mwapcPonte San Cosimo, dal nome della chiesa che sorge ad un ingresso del ponte.

• mwapoPonticello e mwapsPonte Valentino, romani, lungo il corso della mwapwvia Traiana.
• mwaqiPonte Vanvitelli (XX secolo).

Architetture militari


Il castello di Benevento, meglio conosciuto come Rocca dei Rettori, si trova nel punto più elevato della città, a dominare le valli dei fiumi Sabato e Calore, e le due importanti e antiche mwaq0via Appia e mwaq4via Traiana. Il sito era già stato utilizzato dai Sanniti, che vi avevano costruito una serie di terrazzi difensivi, e dai Romani, che vi costruirono un edificio termale (mwaq8Castellum aquae), i cui resti possono ancora essere visti nel giardino del castello. I mwarabenedettini vi ebbero un monastero. La Rocca ricevette il nome attuale nel Medioevo, quando divenne sede dei governatori per conto del papa, i mwareRettori.
Il castello è di fatto costituito da due edifici distinti: il Torrione, costruito dai Longobardi a partire dall'871, e il Palazzo dei Governatori, costruito dai papi a partire dal 1320.

• mwaruMura longobarde;
• mwarcCastello Corvacchini, sito il contrada Corvacchini.

Altro


Lmwasi'mwasmmwasqHortus conclusus era l'orto del mwasuconvento medievale dei Padri Domenicani. Dal 1992 ospita un'installazione permanente dell'artista beneventano mwasyMimmo Paladino, uno dei più grandi esponenti della mwascTransavanguardia. Lmwasg'mwaskHortus vuole essere una sorta di galleria d'arte libera e immersa nel verde. Le opere dell'artista (il mwasoCavallo, il mwassDisco, la mwaswTesta equina, il mwas0Teschio) si alternano a resti dell'epoca romana (pezzi di colonne, di capitelli e di frontoni).

• mwatmStatua di Api
• Fontana di Santa Sofia
• Epitaffio sulla mwatgvia Appia, eretto per segnalare il confine tra lo mwatkStato Pontificio ed il mwatoRegno di Napoli.
• Fontana Flans Te Alo
• Monumento ai caduti
• Monumento a mwat8Leonardo Bianchi dello scultore Michelangelo Parlato
• Memoriale a padre Pio

Siti archeologici


I Santi Quaranta sono un sistema di corridoi di età romana, che devono il loro nome a una chiesa longobarda edificata sulla sommità di uno di essi, da tempo scomparsa. Furono semidistrutti dai bombardamenti del 1943. Al 2015, dopo lunghe fasi di abbandono, sono custoditi da un gruppo di volontari.

• Parco archeologico e del verde di Cellarulo

Inaugurato il 15 luglio 2010, è sito al rione Ferrovia nei pressi della confluenza del fiume mwau8Calore con il mwavafiume Sabato. Il parco consiste in una pista ciclopedonale che costeggia i resti di un porto fluviale che serviva la città in epoca preromana. Ha uno sviluppo longitudinale di un chilometro, per circa tre ettari. Dal 2012 è chiuso e non accessibile al pubblico.


Nel 1985 sono stati scoperti i resti di un grande anfiteatro nella zona oggi occupata dalla stazione Benevento Appia. Le dimensioni di questo edificio sono state stimate in 160 metri di lunghezza e 130 metri di larghezza.

• mwavoArco del Sacramento ed area archeologica del foro romano
• Resti di monumenti ai lati della mwawavia Appia romana, in contrada Santa Clementina

Era un cimitero realizzato nel tardo XVII secolo entro la cinta muraria dedicato soprattutto alla sepoltura dei defunti in tenera età; fu distrutto dai bombardamenti del 1943. Sorgeva sul luogo del monastero dei santi Lupolo e Zosimo, di fondazione longobarda. Nel ruderi del cimitero è in corso di realizzazione un giardino medievale.

• Cripta della mwawcchiesa di San Marco dei Sabariani

È l'unica parte rimanente della chiesetta, per buona parte della sua storia legata alla famiglia Sabariani di origine mwawoprovenzale, e scomparsa con il mwawsterremoto del Sannio del 1688. La cripta, rinvenuta nel 2007, contiene alcuni notevoli affreschi di età mwawwlongobarda, di cui si rischia la perdita a causa di un mancato restauro.


L'abbazia benedettina sorgeva nell'attuale piazza Cardinal Pacca ed era il monastero più grande della città. Sorto entro l'XI secolo e chiuso nel 1865, fu distrutto dai bombardamenti del 1943. I pochi resti, lasciati in uno stato di abbandono, rivelano che la chiesa del monastero era stata costruita su un ambiente termale di età romana.

Aree verdi

• Villa Comunale

Fu realizzata fra il 1875 ed il 1880 all'estremità più elevata del centro storico, su progetto di Alfredo Denhardt. È assai armoniosa nelle sue linee strutturali, che assecondano la conformazione naturale del luogo. Le aiuole sono ornate da busti di illustri personaggi locali: è notevole il monumento al patriota mwaxsSalvatore Rampone, realizzato dallo scultore mwaxwNicola Silvestri nel 1925. La flora del luogo è costituita da alberi secolari, pini, cedri ed ippocastani; vi è inoltre un laghetto popolato da cigni e varie specie di pesci. Nel 2003 è stata ristrutturata completamente.

• Giardinetti Francesco Pepicelli

Si trovano all'estremità alta del viale Atlantici. Abbelliti negli anni 1990, sono un belvedere che guarda sulla zona bassa della città, e sulla vallata del mwayeSabato. Costeggiano un quadrivio oltre il quale si trova la chiesetta dell'Angelo, restaurata.

• Fido park

L'unico parco giochi per cani in Campania, inaugurato il 22 settembre 2007.

• Pista ciclopedonale "Paesaggi Sanniti"

Si trova in contrada Pantano. È lunga 7mwayw km ed è stata realizzata su un tracciato ferroviario inutilizzato. La pista si sviluppa in campagna per la massima parte, lungo il fiume Calore, fino ad arrivare alle falde del massiccio del Taburno.

Società

Evoluzione demografica

Abitanti censiticite-ref-27[27]

Secondo l'mwazuIstat nel 2015 Benevento (che all'epoca contava oltre mwazy60 000 abitanti) era al vertice di un mwazcsistema locale di mwazg135 426 abitanti in un ambito di 30 comuni, tutti compresi all'interno del territorio provinciale.cite-ref-28[28]

Etnie e minoranze straniere

• Al 31 dicembre 2023 gli stranieri residenti in città erano mwa0a2 127, corrispondenti al 3,79% della popolazione.cite-ref-29[29] Le nazionalità più rappresentate erano:cite-ref-30[30]

• mwa0sUcraina 485
• mwa00Romania 282
• mwa08Nigeria 224
• mwa1eCina 166
• mwa1mMarocco 98
• mwa1uPakistan 77
• mwa1cGambia 72
• mwa1kBangladesh 69
• mwa1sEgitto 67

Lingue e dialetti

Accanto alla mwa18lingua italiana, a Benevento è in uso un vernacolo appartenente al gruppo dei mwa2adialetti campani.

Tradizioni e folclore

La "città delle streghe"

«Sotto l'acqua e sotto u viento, Sotto u noce e Beneviento»

Benevento è comunemente nota come la "città delle mwa2ustreghe" (o, più propriamente, delle mwa2ymwa2cjanare). La fama, consolidatasi grazie al libro mwa2gDe nuce maga beneventana del mwa2kprotomedico Pietro Piperno, è dovuta con tutta probabilità ai riti mwa2spagani che i mwa2wlongobardi svolgevano nei pressi del mwa20fiume Sabato: alcune donne urlanti saltavano intorno ad un albero di noce da cui pendevano serpenti, oppure dei guerrieri a cavallo infilzavano una pelle di caprone appesa ad un albero. Questi riti apparvero come demoniaci ai beneventani mwa24cattolici, che forse credettero di vedere dei sabba stregoneschi.

Altri fanno risalire la fama ai riti della tribù dei mwa3aSamentes che in origine furono adoratori dei boschi nei quali, di notte, celebravano feste e riti religiosi; poiché chi officiava tali riti erano sacerdotesse, a cui venivano attribuiti poteri magici e divinatori, si creò tale leggenda che, ai tempi in cui operava la Santa Inquisizione, fu causa di persecuzioni ed esecuzioni capitali.

Più tardi i dominatori capirono che era molto più conveniente accettare la religione dei beneventani. Questa valutazione politica, forse ancor più della perseveranza di mwa3iSan Barbato, portò dunque i nuovi padroni a convertirsi nel 664. Ciò garantì una lunga e stabile prosperità alla città e ai suoi governanti, e portò all'abbattimento dell'albero sacro da parte di San Barbato. In questo luogo egli fece erigere un tempio intitolato a mwa3mSanta Maria in Voto.

Ma nei secoli successivi la credenza non si sopì, anzi si arricchì di nuovi elementi. Streghe provenienti da ogni dove, volando come il vento, si sarebbero riunite sotto un noce, ovvero l'albero dei longobardi inspiegabilmente risorto. Qui si sarebbero tenuti banchetti e orge con la partecipazione del demonio, dopo i quali le streghe avrebbero attuato sortilegi contro la popolazione. Numerose furono le donne processate per stregoneria che riferirono dei sabba sotto il noce di Benevento; la credenza sopravvive come superstizione popolare.

Istituzioni, enti e associazioni

A Benevento sono presenti 3 strutture ospedaliere:

• Azienda ospedaliera San Piocite-ref-31[31] (già intitolata a mwa4iGaetano Rummo, informalmente chiamata con l'originario nome di Ospedale Civile): è il più grande ospedale della provincia e uno dei più importanti della Campania. Composto da vari padiglioni, ospita presso le sue strutture corsi di laurea in scienze infermieristiche della mwa4mSeconda Università degli Studi di Napoli. Accanto all'ospedale è presente un eliporto riservato agli elicotteri del 118 per i trasporti urgenti e speciali.
• mwa4uOspedale Sacro Cuore di Gesù: tenuto dall'ordine religioso dei mwa4yFatebenefratelli, fu istituito nel 1602.
• Clinica di Santa Rita: è il terzo presidio ospedaliero della città, sito in Viale Mellusi, è rinomato soprattutto per la cura delle malattie cardiovascolari.

Cultura

Istruzione

Scuole

Scuole primarie: 16 scuole in diverse sedi
Scuole secondarie di primo grado: 18 scuole in diverse sedi
• Istituti comprensivi: 7 scuole in diverse sedi
• Gli istituti di secondo grado superiore sono 32, di cui 16 licei, 10 istituti tecnici e 6 scuole professionali.

Benevento ospita numerose scuole e tra queste le più degne di nota sono il mwa5qliceo classico "Pietro Giannone" e il mwa5uliceo scientifico "Gaetano Rummo", che rappresentano la storica coppia di licei della città. Il primo è stato fondato nel 1810 ed è pertanto uno dei primi licei classici d'Italia; il secondo è stato fondato nel 1923 con il nome di "Regio Liceo Scientifico di Benevento", per poi essere intitolato al medico beneventano nel 1924. Altri importanti istituti sono il mwa5yliceo statale "Giuseppina Guacci", nato nel 1872 come istituto magistrale, il liceo artistico "Virgilio", l'istituto tecnico commerciale "Giuseppe Alberti" e l'mwa5cistituto tecnico industriale "Giovan Battista Bosco Lucarelli".

Archivi e biblioteche

• mwa58Archivio di Stato di Benevento, istituito con decreto del Ministero dell'Interno del 10 aprile 1954.
• La Biblioteca Provinciale Antonio Mellusi è ospitata dal 1975 nel Palazzo Terragnoli. Nata come raccolta di libri, documenti e riviste di valore storico, è stata poi incentrata su testi didattici, scientifici, riguardanti il mondo moderno, i beni culturali in generale e in particolare quelli locali. Con la ristrutturazione del 1999 è stata creata inoltre una sezione mediateca.
• La mwa6mbiblioteca capitolare e la mwa6qBiblioteca Arcivescovile Pacca si trovano nel mwa6upalazzo arcivescovile; conservano una cospicua quantità di documenti storici dal Cinquecento in poi.
• Biblioteca del mwa6cMuseo del Sannio
• Biblioteca del Centro Raffaele Calabria
• Biblioteca della mwa6oCamera di Commercio
• Biblioteca dell'ex Banca sannitica, mwa6wVilla dei Papi
• Biblioteca dell'Azienda ospedaliera G. Rummo
• Biblioteche dell'mwa68Università del Sannio
• Biblioteca Comunale, ospitata nel Palazzo Paolo V e intitolata a mwa7eGiuseppina Luongo.

Ricerca

• A Benevento si trova l'Osservatorio Astronomico del Sannio, tra i più grandi d'Italia per ospitalità e ricettività. Ideato e realizzato dall'astronomo Antonio Pepe a cui ne è affidata anche la direzione, si trova a Pacevecchia, la zona alta della città, presso il Centro congressi mwa7cla Pace;
• Sempre a Pacevecchia, nella mwa7kVilla dei Papi, è stato installato il mwa7omwa7sMARSec (Mediterranean Agency for Remote Sensing and Environmental Control), ovvero un centro di telerilevamento satellitare e monitoraggio ambientale che guarda gran parte dell'Europa, realizzato in collaborazione con l'Università del Sannio. I dati vengono utilizzati per il monitoraggio delle variabili ambientali su larga scala, il controllo dei cambiamenti del territorio (change detection) sia in ambito ambientale (frane, coste, cave, fiumi, ecc.) che urbanizzato (abusivismo edilizio), l'aggiornamento speditivo della cartografia tecnica a piccola scala; oppure sono messi a disposizione, così come vengono acquisiti, per gli usi possibili da parte della protezione civile e degli enti predisposti al controllo, ecc. Il centro collabora con diverse agenzie spaziali e aziende del settore nazionali ed internazionali (NASA, Agenzia spaziale canadese, ImageSat International, ecc.). Degno di nota il "camuffamento" artistico dell'antenna ricevente, opera di mwa7wSalvatore Paladino;
• Attivo dal 2007, il GeoBioLab (Laboratorio Europeo Naturalità), in contrada Pontecorvo. Esso è un museo e laboratorio didattico dedicato alla mwa74geologia e alla mwa78biologia, strutturato in percorsi di esposizione.cite-ref-32[32]
• In contrada Piano Cappelle, presso l'Istituto Agrario "M. Vetrone", ha sede il ConSDABI (Consorzio per la Sperimentazione, Divulgazione e Applicazione di Biotecniche Innovative), nato per la salvaguardia economica e biogenetica delle razze di interesse zootecnico a limitata diffusione.cite-ref-33[33] A partire da marzo 2024 è stata istituita presso di esso la BNZ (Biobanca Nazionale Zootecnica), un'importante infrastruttura che conserva oltre 700mila campioni biologici di diverse specie animali.cite-ref-34[34]

Università


Dal 1990 Benevento è sede dell'Università degli Studi del Sannio, ospitata in varie strutture cittadine.


Un ulteriore polo universitario è dato dalla presenza in città dell'Università telematica Giustino Fortunato, ateneo privato e telematico;


In città sono presenti alcuni indirizzi di studio dell'ateneo principale di Napoli.


A Benevento è presente il Centro di Cultura mwa94Raffaele Calabrìa, nel mwa98Palazzo Arcivescovile, il quale è legato all'mwa-aUniversità Cattolica;

• Istituto superiore di scienze religiose

L'Istituto superiore di scienze religiose "Redemptor hominis"cite-ref-35[35], istituto accademico eretto dalla Congregazione per l'Educazione Cattolica, che rilascia i titoli di Laurea in Scienze Religiose abilitanti all'insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado ed inoltre offre una serie di percorsi di approfondimento della fede per laici e religiosi;

• Per quanto riguarda la formazione professionale, è presente in città dal 1983 la scuola tecnicacite-ref-36[36].

Musei


È il principale museo di Benevento, allestito nella mwa-wRocca dei Rettori, che ospita la sezione storica, e nel chiostro della mwa-0chiesa di Santa Sofia. Qui si trovano importanti reperti di epoca sannitica, romana, longobarda, e una serie di opere d'arte dei secoli dal XVI al XX; inoltre una raccolta mwa-4numismatica e di volumi e documenti antichi. Nel Museo del Sannio sono conservati molti reperti provenienti dall'antico mwa-8Egitto, riguardanti soprattutto il culto della dea Iside che a Benevento era molto sentito in età imperiale.

• Museo Diocesano

Il Museo Diocesano è una raccolta di quanto è stato possibile salvare dalla distruzione del mwbaqduomo di Benevento durante la mwbauseconda guerra mondiale. È situato nella sua cripta, che in realtà è la prima chiesa su cui poi fu elevata la cattedrale. Oltre a conservare antichi affreschi, ospita la cattedra vescovile detta di mwbaySan Barbato, e quanto rimane dei tumuli dei principi longobardi una volta situati in mwbacpiazza Duomo.


L'ARCOS, inaugurato il 25 giugno 2005, si trova nel piano seminterrato del mwba0Palazzo del Governo; oltre a possedere un'esposizione permanente, organizza periodicamente mostre tematiche con opere dei grandi dell'arte contemporanea. Vi sono esposizioni anche al mwba4Palazzo Paolo V;

• Museo Strega

È un museo privato dedicato al mwbbmliquore Strega, uno dei simboli di Benevento. Inaugurato il 14 giugno 1999, si trova presso lo stabilimento produttivo dell'Alberti, di fronte alla stazione ferroviaria. Tra i suoi primi visitatori vi furono mwbbqDacia Maraini e mwbbuLina Wertmüller. Il Museo è visitato giornalmente dalle scuole e dai turisti italiani ed esteri. È suddiviso in: sezione storica; sala delle erbe, con la cassettiera contenente tutte le 76 erbe del liquore Strega; sala degli alambicchi; sala delle imitazioni; sala del mwbbyPremio Strega; sala dei ricordi; sala dei manifesti.

• Museo dell'Arco

Si tratta di una esposizione multimediale che illustra la vita e le opere dell'imperatore mwbbsTraiano che si trova nella mwbbwChiesa di Sant'Ilario a Port'Aurea;cite-ref-37[37]

• Museo della tecnica e del lavoro in agricoltura (MUSA) È un'esposizione di macchine agricole d'epoca nonché un laboratorio didattico. Mostra l'evoluzione dei motori e delle tecnologie agricole, oltre alle trasformazioni sociali ed economiche derivanti dall'uso dei trattori. La collezione, distribuita in dieci padiglioni, include trattori rari, ricostruzioni di ambienti agricoli tradizionali e installazioni multimediali. Il museo, che dispone anche di un teatro all'aperto, accoglie anche spettacoli ed altri eventi.cite-ref-38[38]
• Il Geobiolab ospita mostre ed eventi didattici su tematiche relative a biologia e geologia.cite-ref-39[39]
• MUSA Esposizione Macchine Agricole
• Janua - Museo delle streghecite-ref-40[40]
• S’ADIM - Sant’Agostino Digital Museumcite-ref-41[41]

Arte

Pittura

Tra gli artisti locali è da menzionare innanzitutto mwbdoPerinetto da Benevento, che decorò la mwbdschiesa dell'Annunziata, dipingendo nell'aprile 1456 le mwbdwSette Gioie della Vergine, nel marzo 1457 mwbd0Storia di San Giorgio e della Donzella, mwbd4Sant'Antonio, mwbd8La Madonna, mwbeaSan Michele con quattro Angeli. Diversi altri lavori furono eseguiti dal Perinetto a mwbeeNapoli; su tutti si ricorda il ciclo di affreschi mwbeirinascimentali della mwbemmwbeqcappella Caracciolo del Sole nella mwbeuchiesa di San Giovanni a Carbonara.

Nel secolo successivo l'artista di maggior spicco fu mwbecDonato Piperno. Nel 1589 nella mwbegchiesa di San Domenico dipinse su legno mwbekSan Vincenzo Ferreri e forse il mwbeoRosario; sono suoi, inoltre, il mwbesMartirio di San Gennaro nella chiesa dell'Annunziata, la mwbewPace nell'aula delle riunioni dell'ex Seminario, la mwbe0Deposizione nella chiesa di Sant'Agostino, mwbe4Sant'Orsola mwbe8anacoreta con Sant'Onofrio e Sant'Antonio abate nella mwbfachiesa di Santa Sofia.

Nel XVIII secolo Basilio Alvano dipingeva il quadro di mwbfiElia e Daniele, fatto collocare dall'arcivescovo Landi nella navata maggiore dell'antica chiesa Metropolitana, mentre il sacerdote Giuseppe Cassella nel 1786 dipingeva la mwbfmParrocchia di Santa Maria della Verità con una serie di affreschi, successivamente perduti nella guerra e nel terremoto nel 1980.

Nel XIX secolo svariati artisti furono attivi in città. mwbfuGiuseppe Salvetti realizzò nel 1840, nel centro della volta della crociera dell'antica Chiesa Metropolitana, un grande dipinto dei santi Bartolomeo, Gennaro e Barbato, voluto dal cardinale Bussi.

mwbfcAchille Vianelli nel 1850 fece apparire alla chiesa Santa Sofia un'aula di disegno che vide cultori come l'acquarellista Luigi Petrosini, Giuseppe Petrosini, il caricaturista Vincenzo Romano. Giuseppe Chiarotti (m. 17 gennaio 1905) dipinse mwbfgSan Pantaleone nell'estinta cappella omonima in piazza Piano di Corte. Suo anche un quadro perduto della mwbfkDesolata in via Episcopio (già calata Olivella). Francesco Pastore (m. 22 dicembre 1907) dipinse mwbfoUn brutto quartodora, negli uffici dell'Economato del Palazzo Provinciale; il cardinale Di Rende gli commissionò inoltre una rappresentazione di San Barbato per la cappella del Convitto Arcivescovile, e a lui l'avv. Ignazio Pilla fece eseguire il ritratto del cardinale Donato Maria Dell'Ollio e quello del patriota Federico Torre.

Da ricordare inoltre: Gaetano De Martini, Maurizio Barricelli, Raffaele Maienella, Cesare Mainella, Attilio Zanchelli, Nicola Silvestri, Nicolino Rummo.

Il più autorevole esponente beneventano della pittura contemporanea è mwbf0Mimmo Paladino, ex-docente del Liceo Artistico, assurto agli allori della fama mondiale con mostre in America ed in Cina. È tra i massimi esponenti della Transavanguardia e vive e lavora a Benevento.

Teatro

• Teatro San Nicola;
• Teatro Calandra;
• Cinema Teatro San Marco;
• Cinema Teatro Massimo;
• Teatro De Simone.

Musica

mwbgkGiovanni De Vita in mwbgoThesaurus Antiquatarum menzionava, tra i collegi di arti e mestieri esistenti in epoca romana a Benevento, quelli dei mwbgstibicines e degli mwbgwartifices organorum, ovvero suonatori e costruttori di strumenti. A conferma di ciò nel 1912, durante i lavori di costruzione della ferrovia Benevento-Cancello, nelle vicinanze della chiesa dei SS. Cosma e Damiano furono rinvenuti reperti che attestavano l'esistenza di un collegio musicale romano.

Per quanto riguarda il Medioevo, la Biblioteca Capitolare di Benevento raccoglie numerosi codici musicali risalenti al IX secolo, scritti in mwbg4notazione neumatica. Essi costituiscono la più grande raccolta di musica antica a disposizione oggi.

Inoltre nel Medioevo si sviluppò a Benevento il mwbhacanto beneventano, un particolare tipo di mwbhecanto piano liturgico, diverso dal mwbhicanto gregoriano ma simile a quello mwbhmambrosiano.

Nel XVI secolo si ha notizia di un primo mwbhuorgano in città, costruito fa Fabio Scoppa e Carlo Scala, posto nella scomparsa chiesa di Santo Spirito, all'inizio dell'odierno corso Garibaldi. Questo secolo e il successivo vedono numerosi contributi alla musica da parte di artisti locali. Domenico Scorpione, insegnante di musica al seminario, compose i mwbhySacra Modulamina (1672), completa da cappella dedicata a Gioacchino Monti. Caratterizzata dal basso continuo dell'organo, comprende quattro "antifone" e "litanie della Beata Vergine" a cinque voci. Scorpione scrisse inoltre testi teorici come le mwbhgIstituzioni Corali, dedicata al vescovo mwbhkOrsini e un mwbhoIntroduttorio musicale. In questo periodo si annoverano poi Don Prisco Della Porta, maestro di cappella nella chiesa Metropolitana, che diede alla stampa mwbhsArianna Musicale, operetta dedicata al De Nicastro; e Sipontino, arciprete della Metropolitana.

Nel XIX secolo è famosa l'accademia poetica e musicale celebrata nel convitto delle mwbh0Orsoline il 1º novembre 1849, in onore di mwbh4papa Pio IX in visita a Benevento. In questo periodo si annoverano l'agostiniano Beniamino Arena, vissuto ai primi del secolo, compositore di canti sacri per il popolo, fra cui un famoso mwbh8Miserere. Giuseppe Petrosini, ritrattista e musicista, fondatore della mwbiasocietà mandolinista e del mwbiecircolo filodrammatico, scrisse parecchie suonate, valzer (fra cui mwbiiLa vallata del Sabato, scherzo con tamburelli) e sinfonie (fra cui mwbimAurora). Alla sua morte lasciò il suo mwbiqharmonium al mwbiutempio della Madonna delle Grazie. Antonio De Maria fu un altro musicista, capo opera per circa 40 anni della schola cantorum del seminario. Anche il clinico mwbiyGaetano Rummo non ancora ventenne, appena diplomatosi in pianoforte al conservatorio di mwbicmwbigSan Pietro a Maiella, musicò mwbikIarba di Salvatore Cosenza, in tre atti, eseguita il 17 marzo 1900 nel mwbioTeatro Comunale Vittorio Emanuele.

Nel 1980 è sorto anche a Benevento un Conservatorio musicale, situato nell'antico palazzo De Simone (già Collegio La Salle), e dedicato nel 2006 al compositore mwbiwNicola Sala, nativo di mwbi0Tocco Caudio. Il Conservatorio dispone di una biblioteca musicale con un patrimonio musicale di oltre 4.000 volumi e opuscoli, di circa 300 dischi e di sei periodici correnti.

Media

Stampa

Il principale quotidiano di Benevento è Il Sannio Quotidiano fondato da mwbjeLuca Colasanto. Altri quotidiani della città sono: Il Quaderno, Gazzetta di Benevento.

In città è presente anche una redazione de mwbjmIl Mattino.

Radio

A Benevento (o nelle immediate vicinanze) hanno sede alcune emittenti radiofoniche:

• Radio Città Benevento
• Radio International

Televisione

A Benevento (o nelle immediate vicinanze) hanno sede alcune emittenti televisive:

• Benevento Canale 43 Tv
• Elle TV
• Libera TV
• mwbkuTV7 Benevento

Vi è anche una televisione online:NTR24

Cucina

I primi piatti sono a base di pasta (condita con sugo di agnello o ragù). Tipici del Beneventano sono i mwblccecatielli, le lasagne, i mwblgcavatelli con i broccoli, le mwblkfiavole preparate con pasta sfoglia con ripieno di uova e formaggio. Altri piatti tipici sono il mwblomugniatiello, involtino a base di fegato, polmone, prezzemolo, aglio, avvolti con budella di agnello e di legumi, preparati in vari modi, e il natalizio mwblscardone, a base di germogli di carciofo opportunamente trattati.

Prodotti tipici

Liquori

mwbl8Liquore Strega, mwbmanocino, mwbmelacrime di Bacco.

Torrone di Benevento

La fama del torrone di Benevento si diffuse a partire dal XVII secolo: a quei tempi in occasione delle feste natalizie era usuale inviarne ai prelati di mwbmqRoma, capitale dello mwbmuStato Pontificio di cui Benevento faceva parte. Nel secolo successivo, infatti, nacque il mwbmyTorrone del Papa, con zucchero liquefatto, pinoli e frutta sciroppata, oltre al mwbmcPerfetto Amore, ricoperto di cioccolato, limone o caffè, e allmwbmg'mwbmkIngranito, arricchito da confetti cannellini. Furono però i mwbmoBorbone nel XIX secolo a valorizzare questo prodotto facendolo diventare una specialità natalizia: alla casata fu dedicato il mwbmsTorrone della Regina.

Verso gli inizi del nuovo millennio, si ricominciò a produrlo prediligendo le tecniche artigianali e ne vengono prodotte nuove varietà che hanno pur sempre alla base la stessa ricetta vecchia di secoli. La sua fama è nazionale; continua ad essere un dolce soprattutto natalizio: in particolare è diffuso il torrone bianco, alle nocciole o alle mandorle. Due le ditte produttrici principali: la Strega Alberti (nota anche per il liquore) e le Fabbriche Riunite del Torrone di Benevento, entrambe con sede al Rione Ferrovia.

Cardone

Il cardonecite-ref-2-42-0[42] è una zuppa di mwbnmcardi con brodo vegetale, pollo, uova e polpettine, servita con crostini di pane, tipico piatto nataliziocite-ref-2-42-1[42]cite-ref-43[43].

Eventi

• Dal 1980cite-ref-44[44] vi si tiene Benevento Città Spettacolo, a settembre, un festival di teatro, musica e cinema, accompagnato da mostre ed incontri culturali.
• Dal 2012 si svolge nella città La Notte delle Streghe, rievocazione della leggenda delle Janare per cui Benevento è famosa in tutto il mondo.
• Dal 2012 si svolge nella città la rievocazione storica ”Benevento Longobarda“.cite-ref-45[45]
• Dal 2017 il BCT - Festival Nazionale del cinema e della televisionecite-ref-46[46]

Geografia antropica

Suddivisioni storiche

La città di Benevento è suddivisa in otto quartieri, o rioni:

• Quartiere 1 "Centro storico - Triggio"
• Quartiere 2 "Mellusi - Atlantici"
• Quartiere 3 "Pacevecchia"
• Quartiere 4 "Ferrovia"
• Quartiere 5 "Porta Rufina"
• Quartiere 6 "Libertà"
• Quartiere 7 "Capodimonte - Ponticelli"
• Quartiere 8 "Pietà - Avellola"

Centro storico

Il mwbqscentro storico di Benevento si trova su un'altura fra il corso dei fiumi mwbqwCalore e mwbq0Sabato, digradante verso la loro confluenza, ad ovest. È attraversato da un asse viario principale costituito dal Corso Dante e dallo spazioso Corso Garibaldi, sul quale si aprono alcune piazze (Cardinal Pacca, Duomo, Orsini, Roma, Matteotti). Nel punto più alto si trova il castello, la mwbq4Rocca dei Rettori.

Nei due corsi confluisce un'irregolare rete di vicoli, nella quale sono distinguibili alcuni mwbrarioni storici, fra cui i medievali Trescene e Triggio, situati rispettivamente all'estremo nordorientale e sudoccidentale. I longobardi eressero una mwbrecinta muraria che includeva tutta la zona, della quale rimangono solo alcuni tratti. L'acropoli di Benevento conserva una cospicua quantità di monumenti, di cui i principali sono posti su Corso Garibaldi.

La struttura del centro è segnata dall'impianto della città romana, di cui il corso Garibaldi riprende il tracciato del decumano massimo. Oltre agli antichi monumenti di cui si parla nelle sezioni seguenti sono presenti alcune architetture notevoli realizzate dal secondo dopoguerra ai giorni nostri. Negli anni cinquanta viene costruito su progetti di Gennaro De Rienzo e mwbrmVincenzo Miccolupi il complesso di edifici della Via Traiano. Più tardi l'edificio INA Assitalia di Davide Pacanowsky, la sede tecnica della SIP di Nicola Pagliara, l'Hortus Conclusus di Mimmo Paladino, Roberto Serino e Pasquale Palmieri, la nuova ala del Museo del Sannio di Ezio De Felice, Eirene Sbriziolo e Roberto Fedele, alcuni restauri notevoli come quello di Palazzo Paolo V su progetto di Gianfranco Caniggia e di Palazzo Mosti (attuale sede del Comune) di Giovanni Consolante, oltre che della Rocca dei Rettori degli stessi De Felice, Sbriziolo e Fedele. Infine agli inizi del nuovo secolo sono stati realizzati alcuni interventi significativi come il museo ARCOS progettato da Vittorio Maria Berruti ed il Liceo Artistico nell'area parco di Sant'Ilario dell'architetto Raimondo Consolante. La riqualificazione dell'area dell'Arco del Sacramento degli architetti Damiano Dolce, Roberta Di Ciò e Nicola Moffa ha dato inizio ad una serie di interventi coordinati per il recupero del quartiere Triggio, a ridosso del Teatro Romano. Risulta in costruzione la sede di un secondo museo di arte contemporanea di fronte al Duomo, progettato dagli architetti torinesi Roberto Gabetti ed Aimaro Isola.

Rione Mellusi-Atlantici

La zona nuova del centro cittadino sorge ad est del centro storico, continuando la salita della stessa collina. Lo attraversano due lunghi viali alberati paralleli: Viale Antonio Mellusi, costruito nel dopoguerra, e Viale Atlantici, prosecuzione ideale di Corso Garibaldi, completato nel 1932 su progetto dell'ingegnere Gennaro De Rienzo e dedicato ai "Trasvolatori Atlantici".

All'inizio dei due lunghi viali si trovano, rispettivamente: la grande Piazza Risorgimento, in cui si trova il Liceo Classico progettato dall'architetto mwbr8Luigi Piccinato e la ex sede della Banca d'Italia, un edificio lecorbuseriano progettato dagli architetti Massimo Nunziata e Gerardo Mazziotti e La Villa Comunale che è invece esempio di giardino di fine ottocento progettato dall'architetto napoletano Alfredo Denhardt. la zona alta è caratterizzata da altri edifici scolastici importanti: la scuola elementare Mazzini progettata dall'architetto Frediano Frediani e la scuola media Pascoli dell'architetto Giovanni Consolante.

Il quartiere è costituito principalmente da palazzi, ingentiliti da molto verde. Risalendo Viale Atlantici si trovano la sede della Soprintendenza ai Beni Archeologici (nell'ex mwbsiconvento di San Felice), il mwbsmSeminario Arcivescovile, la Scuola Allievi Carabinieri. Circa a metà del viale, sulla destra vi è un mwbsqcrocefisso posto nel XIX secolocite-ref-47[47]. Nel quartiere si trovano inoltre il Teatro-Auditorium mwbskNicola Calandra, il Palazzo di Giustizia, in Via Raffaele De Caro, e gli uffici dell'mwbsoASL, in Via Patrizia Mascellaro. Edifici notevoli sono le ville neoliberty dell'architetto Vincenzo Miccolupi.

I viali Mellusi ed Atlantici ad est si ricongiungono tramite Via Almerico Meomartini, che porta ad un piazzale sopraelevato, dove si trova il Convento dei Cappuccini.

Rione Pacevecchia

Proseguendo lungo l'altura seguendo Via delle Puglie, si incontra la zona residenziale di mwbtiPacevecchia. Qui si trova il più grande ospedale cittadino, il Gaetano Rummocite-ref-48[48]. Il quartiere presenta graziose villette, case popolari e fabbricati di nuova costruzione, e si sviluppa attorno al parco di mwbtcVilla dei Papi, residenza del mwbtgvescovo Orsini.

Notevole poi il complesso di Villa Beatrice e del suo parco, residenza aristocratica in mwbtostile vanvitelliano neoclassico tardo-settecentesco riconosciuta di interesse storico – artistico e tutelata ai sensi della Legge 1089 riguardante il patrimonio artistico e culturale italiano. La costruzione risale agli inizi del secolo XIX, precisamente al 1804 come testimonia un'incisione sul travertino del portale.

A Pacevecchia si trova lo mwbtwstadio in cui gioca il mwbt0Rugby Benevento.

Il quartiere prende il nome dalla pace che fu qui firmata dalle fazioni cittadine nel 1530, dopo quasi un secolo di avversità. Visto il contributo fornito dal mwbt8padre cappuccino Lodovico da Napoli per la sottoscrizione dell'accordo, il comune volle ringraziare i frati permettendo loro di costruire un convento. La costruzione originaria sorse in una collocazione diversa da quella odierna: distrutta da un terremoto, fu sostituita dalla villa dell'Orsini.

Pacevecchia è detta anche la "zona alta" di Benevento, essendo l'area a maggiore altitudine della città: è ivi locato l'osservatorio astronomico del Sanniocite-ref-49[49] e il centro mwbuuMARSec.

Rione Ferrovia

Il Rione Ferrovia si trova a nord del fiume mwbvaCalore; il principale collegamento con il centro è costituito dal mwbvePonte Vanvitelli. Subito dopo il ponte si incontra piazza mwbviLeonida Bissolati da cui a destra si aprono via Valfortore (già Francesco Paga), che conduce alle vie di collegamento con i Comuni del mwbvmFortore, e il Lungocalore Manfredi di Svevia (ove si ritiene che un tempo sorgesse la chiesa di San Marciano, già diruta nel XVIII secolo, nella quale il 18 giugno 1156 mwbvqpapa Adriano IV investì ufficialmente mwbvuGuglielmo I re di Sicilia, Puglia e Capua come si legge nelle cronache: cfr. mwbvytrattato di Benevento). La via Lungocalore Manfredi di Svevia prende il nome dal luogo in cui venne sepolto re mwbvcManfredi di Svevia morto a Benevento nel corso dell'omonima battaglia. Le ossa del re vennero poi profanate dal vescovo di Cosenza, come ricorda mwbvgDante Alighieri nella mwbvkmwbvoDivina Commedia:

«[…] Io mi volsi ver lui e guardail fiso:

biondo era e bello e di gentile aspetto,

ma l'un de' cigli un colpo avea diviso.


Se 'l pastor di Cosenza, che a la caccia

di me fu messo per Clemente allora,

avesse in Dio ben letta questa faccia,

l'ossa del corpo mio sarieno ancora

in co del ponte presso a Benevento,

sotto la guardia de la grave mora.

Or le bagna la pioggia e move il vento

di fuor dal regno, quasi lungo 'l Verde,

dov'e' le trasmutò a lume spento.


Poi sorridendo disse: Io son Manfredi,

nepote di Costanza imperatrice […]»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purg. c. III, v. 103-145)

All’inizio del suddetto lungocalore è presente un bassorilievo in bronzo dello scultore Bruno Mistrangelo che rappresenta l’incontro tra Dante e Manfredi. Il rione è attraversato dal viale Principe di Napoli, che porta dal ponte alla mwbv0stazione ferroviaria (da cui il nome). Lungo il suo corso si trovano la mwbv4chiesa di Santa Maria di Costantinopoli e l'mwbv8Ospedale Sacro Cuore di Gesù, tenuto dall'ordine religioso dei mwbwaFatebenefratelli.

L'abitato non si protrae molto profondamente nelle traverse che partono dal viale: ad est del rione si trova la zona industriale di Pezzapiana. Nel Rione hanno inoltre sede le due principali industrie dolciarie della città: le Fabbriche Riunite Torrone di Benevento e la Strega Alberti (di fronte alla stazione).

Poco dietro la stazione si trova la rotonda dei Pentri, al centro della quale è stato eretto un monumento a Padre Pio.

Rione Porta Rufina

La collina del centro storico presenta una forte pendenza verso sud, ai piedi della quale vi è la zona di Porta Rufina, detta così da un ingresso della città andato distrutto. Il collegamento con la zona alta avviene principalmente tramite Piazza Orsini e Via delle Puglie, lungo la quale si trova la Facoltà di Scienze Economiche dell'mwbwoUniversità. Nel rione si apre piazza Commestibili, sede del mercato alimentare fino al 24 novembre 1980 quando fu reso inagibile dal terremoto. La zona del mercato fu recuperata e dalla fine del 2007 adibita a galleria commerciale ma attualmente è abbandonata. Vi è inoltre l'ufficio postale centrale della città.

Rione Libertà

Il Rione Libertà, intitolato alla liberazione nazionale nella mwbxeseconda guerra mondiale, presenta la tipica forma a scacchiera delle zone periferiche, con ampi viali alberati e grandi condomini. Il Rione, nato oltre il corso del mwbxifiume Sabato durante il mwbxmventennio fascista e fortemente ampliatosi nel mwbxqsecondo novecento, è il quartiere più popoloso della città. Rappresentativa è soprattutto la parte ad ovest di via Napoli, che presenta strade ortogonali, in cui si aprono vasti spiazzi liberi. Molti dei palazzi per abitazioni, dall'aspetto sobrio e massiccio, sono in cattive condizioni e fra di essi si trova la chiesa di San Modesto. Le zone ad est di via Napoli presentano una topografia meno regolare, poiché i palazzi non sono stati costruiti secondo un piano unico; qui si trova un'altra chiesa moderna, dedicata alla Madonna Addolorata.

Il settore nord-est assume in genere un altro nome, Santa Colomba. Vi si trovano il moderno Centro Servizi Amministrativi della mwbxyProvincia di Benevento, lo mwbxcstadio Ciro Vigorito e diversi plessi scolastici. Attorno allo stadio si svolge, il sabato, il più grande mercato cittadino. Procedendo via Napoli dal mwbxgponte Santa Maria degli Angeli, oltre l'allacciamento con la mwbxktangenziale si trova San Vito, una zona accresciutasi tra gli anni 1990 e l'inizio del mwbxoduemila ed affermatasi come nuova zona commerciale della città.

Rione Capodimonte - Ponticelli

Il rione Capodimonte - Ponticelli si trova in un'altra zona elevata della città ed è l'ultimo agglomerato urbano sviluppatosi a Benevento intorno agli anni '70, ad est del centro cittadino, dal quale è separato dal torrente San Nicola, affluente del fiume Calore. Da questo quartiere si può accedere direttamente alla zona industriale "Ponte Valentino". Ivi è ubicato il carcere di Benevento con la casa circondariale del mwbyeMinistero della giustizia, la stazione dei mwbyiVigili del fuoco e due luoghi di culto: la chiesa di San Pasquale nella zona Ponticelli e quella di San Giuseppe Moscati nella zona Capodimonte.

Contrade

• Ariella
• mwbycCancelleria
• Cellarulo
• Ciancelle
• mwby0Cretarossa
• mwby8Epitaffio
• Madonna della Salute
• Montecalvo
• Mosti
• mwbzqOlivola
• Pantano
• Piano Cappelle
• Pino
• mwbzsPontecorvo
• San Chirico
• mwbz4San Vitale
• mwbaaSan Vito
• Scafa
• mwbauSanta Colomba
• Torre Alfieri

Altre località

Altre località rilevanti sparse per il territorio comunale di Benevento sono: Acquafredda, Badessa, Caprarella, Cardoncielli, Cardoni, Catalano, Chiumiento, Ciancelle, Ciofani, Coluonni, Cretazzo, Fontana Margiacca, Fontana Fabbricata, mwba0Fontanelle, Francavilla, Gran Potenza, Imperatore, La Francesca, La Vipera, Lammia, Le Murate, Mascambruni, Masseria del Ponte, Masseria Grasso, Merici, Monache, Monteguardia, Monte Pino, Murata, Pamparuottolo, Perrottiello, mwba4Pezzapiana, Piano Borea, Piano Morra, Pino, Ponte delle Tavole, Ponte dei Masi, Ripamorta, Ripazecca, Rosetiello, Roseto, San Cumano, San Domenico, San Francesco, San Liberatore, San Giovanni a Caprara, Sant'Angelo a Piesco, Sant'Angelo di Sotto, Sciabacca, Serretelle, Sponsilli, Torretta, Triemolo, Vallereccia.

Economia

Agricoltura

Il Beneventano è tradizionalmente una zona agricola. Sebbene questa attività interessi soprattutto i comuni della provincia, Benevento non fa eccezione, avendo nel suo territorio comunale ampie zone rurali. Tra le principali coltivazioni, l'mwbbiuva, le mwbbmolive e il mwbbqtabacco.

Industria

Il settore secondario è piuttosto dinamico, soprattutto al livello delle piccole imprese. L'industria più sviluppata è quella alimentare, che comunque non raggiunge grandi dimensioni: in particolare sono importanti le industrie dolciarie (produzione del famoso mwbbctorrone), ma vi è anche lo storico mwbbgpastificio Rummo. Sono presenti inoltre industrie tessili, edili, metalmeccaniche, di lavorazione delle pelli e del legno. Presente anche l'attività artigianale.

Infrastrutture e trasporti

Strade
Ferrovie

La mwbdsstazione principale di Benevento è situata sulla mwbdwlinea Napoli - Foggia e pertanto risulta essere uno snodo tra mwbd0Roma e la mwbd4Puglia. Il collegamento con mwbd8Napoli è assicurato inoltre dalla linea mwbeaBenevento - Cancello, detta anche ferrovia Caudina, costruita nel 1913, ora gestita da mwbeeMetroCampania NordEst (Eav) ma sospesa dal 2021. I restanti treni regionali qui attestati effettuano servizio verso Caserta, Avellino, Salerno, Foggia e Campobasso, benché su tali quattro ultime direttrici il servizio sia ormai svolto da autobus sostitutivi.

Le linee afferenti alla mwbemstazione di Benevento sono:

• mwbeolinea Benevento - Cancello (sospesa dal 2021)

Oltre alla menzionata stazione principale, la città dispone di 7 stazioni secondarie:

• mwbfgBenevento Appia (sospesa e autosostituita)
• mwbfoBenevento Rione Libertà (sospesa e autosostituita)
• mwbfwBenevento Arco Traiano (sospesa e autosostituita)
• mwbf4Benevento Porta Rufina (sospesa)
• mwbgaBenevento Acquafredda (soppressa)
• mwbgiBenevento Cese (soppressa)
• mwbgqBenevento Pontecorvo (soppressa)

All'interno del territorio comunale di Benevento sorgono infine le due stazioni di mwbgyVitulano-Foglianise (in contrada Scafa) e mwbgcPaduli sul Calore (nell'area industriale di Ponte Valentino), entrambe ricostruite ex-novo secondo criteri moderni ed inaugurate nel 1997 ma poi definitivamente chiuse tra il 2000 e il 2005,cite-ref-50[50]cite-ref-51[51] nonché la dismessa mwbhastazione di San Vito-Cretazzo, attiva come capolinea temporaneo della ferrovia Benevento-Cancello negli anni 1910.cite-ref-52[52]

Aeroporti

• mwbhgBenevento-Olivola (BEO) 3mwbhk km; (aviosuperficie per attività turistica, ultraleggeri)

Mobilità urbana

I trasporti urbani e interurbani di Benevento vengono svolti dalla società mwbiaTrotta Bus Services e mwbieAutoservizi Irpini, mentre sono stati gestiti fino al 14 gennaio 2017cite-ref-53[53] da mwbiyAMTS.

Amministrazione

| Nome | Mandato | Mandato | Partito |
|---|---|---|---|
| Nome | Inizio | Fine | Partito |
| Pasquale Viespoli | 7 dicembre 1993 | 23 maggio 1996 | Movimento Sociale Italiano |
| Armando Levante | 23 maggio 1996 | 2 dicembre 1996 | Commissario prefettizio |
| Pasquale Viespoli | 2 dicembre 1996 | 5 aprile 2001 | Alleanza Nazionale |
| Giuseppe Giordano | 6 aprile 2001 | 29 maggio 2001 | Commissario prefettizio |
| Sandro D'Alessandro | 30 maggio 2001 | 29 maggio 2006 | Alleanza Nazionale |
| Fausto Pepe | 30 maggio 2006 | 15 maggio 2011 | UDEUR Partito Democratico |
| Fausto Pepe | 15 maggio 2011 | 20 giugno 2016 | UDEUR Partito Democratico |
| Clemente Mastella | 20 giugno 2016 | 22 ottobre 2021 | Forza Italia Noi Campani |
| Clemente Mastella | 22 ottobre 2021 | in carica | UDEUR |

Sport

Atletica leggera

• Libertas Amatori Atletica Benevento, la principale società cittadina, nata nel 1978.

Sono presenti anche associazioni sportive dilettantistiche:

• mwboiAmatori Podismo Benevento, mwbomAstro 2000, mwboqPodisti Alto Sannio.

Due sono le maggiori manifestazioni di atletica:

• mwbogStrabenevento, che si svolge il 1º maggio, organizzata dalla Podismo Amatori Benevento;
• mwbooMezza Maratona del Sannio, che si svolge la seconda domenica del mese di ottobre ed è organizzata dalla Podisti Alto Sannio.

Calcio

• Il mwbo4Benevento Calcio, fondato nel 1929, è stato promosso per la prima volta nella sua storia in mwbo8Serie B il 30 aprile 2016. Ha poi ottenuto anche la prima promozione in mwbpaSerie A l'8 giugno 2017, e una seconda il 31 luglio 2020. Nella stagione 2024-2025 milita in Serie C.
• La Forza e Coraggio Benevento milita in Promozione campana ed ha disputato due campionati di mwbpmSerie D.

Calcio a 5

• Il mwbpcBenevento 5, che nella primavera del 2024 ha conquistato la storica promozione in mwbpgSerie A (calcio a 5)cite-ref-54[54]
• La mwbp4Virtus Benevento Calcio a 5, sciolta nel 2007, ha disputato un campionato di mwbp8Serie A2.
• Il Maleventum, che disputa il campionato di Serie C1
• La Stregoni Five Soccer, che milita in Serie C2

Ciclismo

Per otto volte Benevento è stata sede di arrivo di tappa del mwbqgGiro d'Italia:

• mwbqs1925 7ª tappa mwbqwBari-Benevento, vinta da mwbq0Costante Girardengo;
• mwbq81965 4ª tappa mwbraRocca di Cambio-Benevento, vinta da mwbreAdriano Durante;
• mwbrm1971 3ª tappa mwbrqPotenza-Benevento, vinta da mwbruErcole Gualazzini;
• mwbrc1973 11ª tappa mwbrgLanciano-Benevento, vinta da mwbrkRoger De Vlaeminck;
• mwbrs1978 7ª tappa mwbrwSilvi Marina-Benevento, vinta da mwbr0Giuseppe Saronni;
• mwbr82002 10ª tappa mwbsaMaddaloni-Benevento, vinta da mwbseRobbie McEwen;
• mwbsm2009 18ª tappa mwbsqSulmona-Benevento, vinta da mwbsuMichele Scarponi;
• mwbsc2016 5ª tappa mwbsgPraia a Mare-Benevento, vinta da mwbskAndré Greipel.

Per una volta invece è stata sede di partenza di tappa:

• mwbs02015 9ª tappa Benevento-mwbs4San Giorgio del Sannio.

Karate

• La Seishinkan Benevento, fondata nel 1998, è la società più famosacite-ref-55[55].

Pallacanestro

• La Magic Team 92 Benevento, che ha disputato come massimo campionato la Serie B;
• La Meomartini Benevento, che milita in serie C
• La Cestistica Benevento, militante in mwbt8Serie B Interregionale (pallacanestro maschile)

Pallavolo

• La Volley Benevento, formazione maschile, che dalla stagione 2013-14, milita in serie B2. La formazione femminile ha disputato, nella stagione 2016-17, il campionato di serie B1.

Rugby

• Il mwbucRugby Benevento, nato nel 1966, è stato campione italiano under 15 nel campionato 2005/2006 e campione italiano under 19 nel 2006/2007;
• L'Unione Rugby Sannio, nata nel 1998 dalla scissione di alcuni soci del Rugby Benevento, milita in serie B;
• La mwbusGladiatori Sanniti, franchigia non più esistente, che ha militato in mwbuwSerie A2.

Pallamano

• La squadra maschile cittadina di mwbvapallamano "mwbvePallamano Benevento" gioca in serie A2.
• La squadra maschile cittadina di mwbvmpallamano "Valentino Ferrara" gioca in serie A2

Impianti sportivi

In città sono presenti:

• 4 stadi:

• mwbvoStadio Ciro Vigorito, già Stadio Santa Colomba, dedicato al calcio, inaugurato il 9 settembre 1979. Reintitolato nel 2010 a mwbvsCiro Vigorito.
• mwbv0Stadio Gennaro Meomartini, dedicato al calcio, sito al Rione libertà.
• mwbv8Stadio Pacevecchia, dedicato al rugby
• Stadio Mellusi, sito nell'omonimo quartiere

• 2 impianti polivalenti coperti:

• mwbwqPalatedeschi
• PalaSannio
• Pala "ValentinoFerrara"
• Pala "Parente"

Note

cite-note-11. municipio, min 100 - zona alta, max 300
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-22. mwbxqmwbxumwbxyBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwbxcdemo.istat.it, mwbxgISTAT.
cite-note-divamm-sismica-32. mwbxwmwbx0mwbx4Classificazione sismica (mwbx8mwbyaXLS), su mwbyerischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-43. mwbyumwbyymwbycTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwbygmwbykPDF), in mwbyociterefmwbysLeggemwbyw mwby026 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwby4Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwby8 151. mwbzaURL consultato il 25 aprile 2012 mwbze(archiviato dall'mwbziurl originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-55. mwbzymwbzcmwbzgDiPI mwbzkonlinemwbzo, su mwbzsdipionline.it. mwbzwURL consultato il 17 luglio 2012 mwbz0(archiviato dall'mwbz4url originale il 9 ottobre 2018).
cite-note-66. mwb0imwb0mTorelli,mwb0q pp. 25, 65; mwb0umwb0ySalmon,mwb0c pp. 45, 86, 303.
cite-note-77. mwb0smwb0wSalmon,mwb00 pp. 23-25; mwb04(mwb08mwb1aEN) mwb1emwb1iVia Appia. Regina Viarum - Annexes, su mwb1munesco.org, pp.mwb1q 8-11. mwb1uURL consultato il 31 luglio 2024.
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Bibliografia

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Enciclopedie e dizionari

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Voci correlate
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Collegamenti esterni

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